venerdì 8 febbraio 2013

Dopo il successo della presentazione de "Il senso interno del tempo" Monica Peccolo replica nella sua Livorno




Monica Peccolo, dopo il grande successo per la presentazione del suo libro "Il senso interno del tempo", torna lunedì nella sua Livorno per un nuovo reading.

In esclusiva abbiamo nuovamente il piacere di intervistarla...

Monica Peccolo durante la presentazione alla libreria Belforte
Monica Peccolo, dopo il successo della primissima presentazione nella sua città natale, lunedì 11, sarà al Circolo Centro Donna.Sì, torno a Livorno e con immenso piacere. Il pubblico è stato molto generoso e ho accettato  volentieri di fare una seconda presentazione.

Il pubblico ha da subito molto gradito la trama che si sviluppa tra l'Italia e gli Usa. Quanto è importante per il lei il radicamento alla tua terra: a Livorno, alla Toscana, all’Italia ? Quanto invece è importante il rapporto con l’altrove, con luoghi lontani ?
Io amo la Terra come pianeta! LOL. Amo la mia terra e sono fortunata a vivere in una delle regioni più belle e ricche di cultura di una nazione che tutto il mondo invidia, per storia, clima, cibo... ma quando ammiro certi panorami che si trovano solo in determinati posti del mondo, o incontro culture diverse e affascinanti ne sono attratta irrimediabilmente. Voglio comprendere, voglio conoscere, rimango fedele alla mia provenienza ma sono aperta, quindi direi un rapporto ottimo.


Il senso interno del tempo: un titolo misterioso, dai mille significati. Qual é il messaggio che si nasconde dietro la storia che ha raccontato?
Il tempo è protagonista invisibile del romanzo ma fondamentale.
Ho manipolato una riflessione di Kant, riflettendo su come un avvenimento importante, vissuto da più persone, possa essere interiorizzato in modi del tutto soggettivi e diversi, creando all’interno dell’individuo un “senso del tempo” che può valere il vissuto di una vita oppure, all’opposto, non essere assolutamente rilevante. Mi piaceva riflettere su questo aspetto. Nella storia che racconto i due protagonisti hanno vissuto in passato alcune forti esperienze comuni, che conosciamo anche attraverso dei flashback. Il loro “senso interno del tempo”, però, ha prodotto scelte e destini diversi.
  
Qual è il suo rapporto con il mondo dell’editoria e con la casa editrice che ha deciso di "scommettere" su di lei?
Partiamo dalla casa editrice. Sono stata fortunata. Anche se Linee Infinite è una realtà piccola, mette molto impegno per i suoi autori e offre buonissime chance agli esordienti. Il che non è facile da trovare nel panorama italiano. E’ difficilissimo pubblicare un libro, a meno che non si ricorra all’auto pubblicazione o all’editoria a pagamento, contro cui non ho niente in contrario, ma non era la strada che volevo intraprendere per me.

Come vede il panorama editoriale italiano, sopratutto nell’ottica di un autore inedito che vuole proporsi al pubblico?
Di contro, mi guardo intorno e vedo libri di ogni qualità offerti dalle grandi case editrici, moltissimi autori stranieri tradotti, senza uguale controparte italiana all’estero, e best seller, soprattutto nel genere in cui scrivo, che mi lasciano piuttosto perplessa.
Mi piacerebbe che si credesse e s’investisse di più negli esordienti italiani per offrire maggiore scelta al pubblico, che non ci fosse, anche in questo ambito, il monopolio del mercato da parte dei grandi gruppi editoriali, dove è difficile inserirsi anche per le case editrici indipendenti e le realtà medio piccole e che nel nostro paese si smettesse di considerare la narrativa di genere come narrativa di serie “B”.


“Linee Infinite, scrivere insieme”:La casa editrice Linee infinite nasce dall’iniziativa di un gruppo di amici uniti dalla passione e dall'amore per i libri. Una passione che parla di poesia e di romanzi, ma che affianca l’interesse per i saggi e per l’informazione: in altre parole l’amore per le immagini poetiche e per la libera circolazione delle idee.
Condividere una passione significa collaborare affinché un sogno si realizzi. 
Per questo Linee infinite va oltre il concetto tradizionale di casa editrice, in cui i ruoli sono gerarchici e le scelte sono fatte da pochi iniziati, per creare una nuova forma di processo creativo: la progettualità editoriale partecipativa. Linee infinite si pone come una “famiglia editoriale”, una sorta di associazione di scrittori che, pur rispettando i processi tradizionali del prodotto, mira alla partecipazione corresponsabile di tutti gli attori al processo creativo, gestionale e promozionale del libro. 
Editori, editor ed autori lavorano insieme per realizzare l’opera che da tempo giace nel cassetto e fornirle quella opportunità che altrimenti sarebbe negata dai tradizionali canali distributivi.
Lavorare insieme significa fare emergere il proprio talento, significa collaborare a progetti collettivi, significa aiutarsi reciprocamente affinché il proprio lavoro e quello degli altri autori venga conosciuto e apprezzato.

Un lavoro collettivo per un unico risultato: scrivere.



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