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venerdì 26 settembre 2014

La leggenda del sigaro toscano festeggia 200 anni con Opera

La leggenda del sigaro toscano festeggia 200 anni con Opera. 200 anni e non sentirli. Sembra ancora un bambino, ma in verità è nato nel 1815 come ricorda l'indimenticato Aldo Santini che, nella sua opera Il Sigaro Toscano. Storia, curiosità e personaggi, riferisce con dovizia di particolari la ormai arcinota leggenda sulla nascita del famoso sigaro nostrano.


Nell'afoso agosto del 1815 alcuni barili di tabacco Kentucky, stivati sul cortile della manifattura tabacchi presso l’ex-convento di Santa Caterina in via delle Ruote a Firenze, vennero completamente inzuppati da un imprevedibile quanto repentino acquazzone. Il tabacco completamente inzuppato venne esposto al sole per farlo asciugare, e così fermentò, diventando maleodorante a causa della fermentazione che produce ammoniaca. Ne fu fatto un prodotto di scarto da vendere a basso prezzo, per cercare di limitare le perdite.

Negli ultimi dodici mesi l'export è triplicato e per festeggiare i 200 anni è stato presentato 'Opera', un nuovo sigaro in edizione limitata che vuole 'celebrare l'eccellenza dell'arte italiana.

E non poteva che non essere Lucca la città prescelta per la produzione di Opera, un sigaro di forza media da tabacco Kentucky che si caratterizza per una speciale stagionatura in celle a temperatura più elevata e legna più aromatica per l'affumicatura. Opera è un sigaro di forza media e dal gusto aromatico ed equilibrato

lunedì 22 settembre 2014

i’ Troia locale osteria dal 1869 a Firenze

I' Troia a Firenze è sinonimo di qualità culinaria dal 1869. E ancor oggi, se si decide di pranzare o
cenare nella locanda, ci viene apparecchiato sui tavoli di marmo originali. Tutto è autentico, come il pavimento in splendida graniglia primi novecento e le piastrelle bianche sulle pareti.

Prendiamo lo spunto da I' Troia per segnalarvi questa pagina della Regione Toscana dove si invitano i turisti a conoscere Firenze anche attraverso la cucina e i suoi più antichi ristoranti, con una lista di ben 13 attività ultra cinquantennali che hanno fatto, e che fanno, la storia del capoluogo toscano.

Un patrimonio di storia e cultura unico per il viaggiatore che vuole scoprire un lato nascosto della città, con locali come Antica Mescita San Niccolò, Fiaschetteria da “Il Latini”, Trattoria Angiolino, Trattoria Cammillo e molti altri, tra i quali I' Troia, conosciuto anche come Trattoria Sostanza

La trattoria fu fondata nel 1869 da Pasquale Campolmi come osteria, mescita e rivendita di generi alimentari.

“i’ Troia” era il soprannome di uno dei cuochi storici, Guido Campolmi, il quale, molto spesso, salutava i clienti con una pacca sulle spalle con la mano unta di sugo.

Il locale, lungo e stretto, ospita non più di 4 tavoli da 8 persone l'uno, per questo è sempre necessario prenotare. In questo ambiente caldo e antico, i camerieri, con una gentilezza ammirevole e una distinta uniforme grigio antracite, vanno e vengono dalla cucina separata dalla sala da un bancone finestrato. 

Nel 1977 i Campolmi lasciarono la gestione ai loro dipendenti, che oggi sono alla seconda generazione. Il locale si trova in una delle vie più popolari del centro storico, ed è arredato con gli originali tavoli in marmo del 1869.

Sulle pareti i quadri dei pittori che frequentavano la trattoria e all’ingresso un notevole bancone in marmo degli anni ‘30. L’atmosfera è ancora quella della tradizionale osteria toscana, che offre i piatti della tipica cucina fiorentina.

martedì 8 aprile 2014

No terroni e extracomunitari nei bar di Firenze


http://www.italiainweb.com/wp-content/uploads/2014/04/51-annuncio-sud1-300x205.jpgNo terroni e extracomunitari. Per loro Firenze non offre lavoro.

E se su internet si cerca anche lavoro
 attraverso le piattaforme messe a disposizione da alcuni portali, fa specie leggere un annuncio come questo.

Cercando in Toscana, su Firenze
 ad esempio si può incappare in questo annuncio che offre un lavoro nella ristorazione a tempo indeterminato, tre posizioni libere come barista banconiere: 

“
Per prestigiosa Location nel centro storico cerchiamo banconieri settore enogastronomico, richiesta conoscenza del settore. Indispensabile conoscenza lingua inglese” e fino qui l’annuncio recita i requisiti canonici, salvo l’opportunità per le giovani leve inesperte, per il resto è tutto chiaro:

“NO STRANIERI O SUD ITALIA“.

mercoledì 27 novembre 2013

Il David di Michelangelo accoglierà i visitatori dell'Expo 2015 a Milano.

Il David di Michelangelo accoglierà i visitatori dell'Expo 2015 a Milano. Uno dei simboli per
eccellenza della Toscana darà il benvenuto ai milioni di presenti provenienti da tutto il mondo.

Una copia della statua di Michelangelo sarà infatti collocata proprio nel centro della "piazza Italia" e rappresenterà simbolicamente l'intera Italia.

Con la firma del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è stato validato il protocollo che regola la partecipazione della Toscana all'Expo.
L'annuncio è stato dato all'Accademia dei Georgofili a Firenze da Diana Bracco, commissario del Padiglione Italia.

In fin dei conti la Toscana gioca da prima tra i primi, perché non dobbiamo dimenticare come contribuì ad "inventare" le Esposizioni Universali, perchè proprio a Firenze si tenne la prima esposizione italiana nel 1861, affidata a Cosimo Ridolfi, presidente dell'Accademia dei Georgofili, che fu inaugurata da Vittorio Emanuele II alla stazione Leopolda ed ebbe uno straordinario successo.

Ed anche oggi sarà una vetrina che darà sicuramente lustro in tutto il mondo alla Toscana, una Toscana che fa sistema, tutta unita e che vuol, trasmettere all'estero la positività che questa regione tramanda nei secoli.

 L'assessore all'agricoltura della Regione, Gianni Salvadori, che coordina la cabina di regia di Expo 2015 ha aggiunto che "Non si tratterà di una Toscana da cartolina, ma di far conoscere una regione che ha radici profonde, che ha un patrimonio inestimabile di storia, di arte e di cultura, ma che guarda al futuro; l'espressione "Laboratorio del buon vivere" significa anche questo". "Lanceremo a breve - ha concluso  - una "call for ideas", rivolta al mondo scientifico e della ricerca, ma anche a quello produttivo della nostra regione, perchè ci segnalino le imprese o le iniziative che rappresentano meglio l'eccellenza e l'innovazione di cui è capace la Toscana.

giovedì 13 settembre 2012

Matteo Renzi licenzia Equitalia da Firenze

20120913-090359.jpg

Tutto è partito da Calalzo di Cadore in provincia di Belluno.

Il resto è opera giornalistica del sito Linkiesta che pubblica subito la notizia.
Il team di Matteo Renzi legge l'articolo e lo propone subito al sindaco.
L'idea piace a tutti, vengono presi contatti con l'amministrazione del paesino e si fanno spiegare come funziona il tutto.

Dal 2013 anche Firenze dirà addio a Equitalia, tornando così "ai santi vecchi" con il servizio che sarà gestito internamente da Palazzo Vecchio e sarà affidato alla Spa pubblica Linea Comune, il centro servizi territoriale fiorentino.

Dal canto loro come si legge stamani su linkiesta Equitalia risponde nella persona di Antonio Rondi, direttore generale di Equitalia Centro, Antonio Rondi «Siamo sorpresi dall’addio, ma noi applichiamo la legge: non esistono metodi più o meno aggressivi. Il fatto che dal primo gennaio 2013 Equitalia non si occupi più di fiscalità locale è un provvedimento di legge previsto dal tempo, non una decisione del Comune».

Sarà quel che sarà ma la culla del Rinascimento (digitale?) è ancora una volta Firenze. È bastato un semplice "copia/incolla" scelto ad hoc e le amministrazioni lontane centinaia di chilometri hanno cominciato a funzionare.

Staremo a vedere.

lunedì 10 settembre 2012

«L'è maiala» l'osteria di Firenze dove paghi col baratto

Siamo tornati al baratto, c'è poco da dire. E Firenze lancia l'osteria a costo zero.

«L'è maiala» è una tipica espressione vernacolare fiorentina usata per dire ”E’ dura! Sono momenti difficili”.

Gli avventori, da fine settembre (quando aprirà l'osteria, ndr) potranno preventivamente accordarsi al momento della prenotazione su cosa, quanto e come barattare in cambio di una cena.

Un'osteria/ristorante concepita per tutti coloro che hanno qualcosa da raccontare.

Il locale sarà piccolissimo in pieno centro a Firenzee troverà il suo punto di forza nella classica cucina toscana, dalle porzioni abbondanti e dai prezzi popolari, e si propone come punto di ritrovo, dove affacciarsi anche solo per un caffe’, un amaro o un gottino di vino di categoria.

Il mercanteggio è sempre esistito nelle vecchie botteghe fiorentine. Oggi viene riproposto in chiave moderna.

”La fase più divertente da vivere a tavola con noi – affermano i titolari di Stranomondo, agenzia di eventi e comunicazione ideatrice del locale – sarà proprio quella di assistere a veri e propri momenti di baratto.

“Da tenere sott’occhio – avvertono i gestori – il menù della domenica e il servizio ‘Take away, rosticceria e girarrosto’, per chi desidera avere un pasto caldo pronto, economico e gustoso ma da mangiare per conto suo, al lavoro, a casa o in un giardino”.

PS: tutto il mercanteggio dovrà avvenire preventivamente alla consumazione. Saranno preferiti generi alimentari possibilmente toscani e a km zero. Priorità assoluta alle primizie contadine delle campagne toscane, ma anche ad artigianato locale, antiquariato e modernariato.