mercoledì 27 marzo 2013

Tutti pronti per il Comune Unico all'Isola d'Elba


Il 21 e 22 aprile 2013 tutti gli elbani sono chiamati a esprimere, tramite Referendum, la loro volontà a realizzare un comune unico per tutta l'isola d'Elba, oppure continuare con gli 8 attuali comuni.  

Dopo aver presentato in Regione il testo di Legge Regionale di iniziativa popolare firmato da oltre
5000 elbani, lo scopo del comitato è quello di informare gli elbani sui vantaggi di istituire un solo comune al posto degli attuali 8.


Come si apprende dal sito del comitato comuneunicoelba i vantaggi nell'aver un unico comune sono molteplici:

  1. Secondo i disposti combinati della Legge 135/2012, del DM 10/10/2012 e la LR 68/2011 la fusione degli 8 comuni elbani darà diritto al nuovo comune unitario a ricevere contributi straordinari – intendendosi come tali quelli “oltre” agli ordinari trasferimenti erariali di circa 3,9  milioni di euro all’anno che continueranno ad essere erogati in ogni caso  – per un importo di circa 21 milioni di euro distribuiti su 10 anni, di cui 5 milioni di euro dalla Regione in 5 anni e ca. 15,7 milioni di euro dalla Stato in 10 anni.
  2. L’istituzione del Comune Unico comporterà perciò un aumento del 50% dei trasferimenti finanziari verso l’Elba per i successivi 10 anni, prendendo a riferimento l’anno 2012.
  3. A queste somme dobbiamo aggiungere il risparmio che si realizzerà sulle voci delle spese “politiche” e “dirigenziali e di struttura” che sono stimate a 1,0 M€ all’anno.
  4. Il buon fine del progetto Comune Unico convoglierà perciò sull'Isola risorse finanziarie aggiuntive per 31 milioni di euro nei prossimi 10 anni. Esse potranno essere utilizzate a vantaggio di tutti i cittadini elbani nei modi che saranno decisi dalla nuova amministrazione, ad esempio per intervenire sulle aliquote di tassazione attualmente diverse per ogni comune.
Ma attenzione: questi incentivi sono erogabili solo oggi in caso di fusione volontaria a seguito di esito referendario. Essi andrebbero completamente persi nel caso l’accorpamento fosse imposto nel futuro con una possibile legge nazionale che limiti l’esistenza dei comuni a vincoli numerici degli abitanti. In tempi economicamente difficili come quelli che stiamo sperimentando i prossimi governi potrebbero adire anche questa via per aumentare l’efficienza ed abbattere i costi.
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