martedì 16 giugno 2015

Nicola Carmignani, Igers Awards 2015 e la Toscana

Cosa hanno a che fare Nicola Carmignani, Igers Awards 2015 e la Toscana ?

Direi tutto, soprattutto dopo le premiazioni che hanno visto la Toscana vincere uno dei premi più ambiti da questo ragazzone con la barbona che, per chi come me si divide tra #igerslivorno e #igerspisa, lo vede volteggiare su instagram in improbabili salti, o infilarsi nella barba strani oggetti, o, cosa più classica, bersi litri di caffè il giorno.

Che cosa faccia Nicola Carmignani nella vita è poco chiaro al 90% delle persone, ma per chi come me dovrebbe in un qual senso fare la stessa cosa, sa che @nicocarmigna (se lo cercate su Twitter) sa il fatto suo, e quello che fa lo fa molto bene.

Premetto che di persona di igers toscani non conosco nessuno, ma li seguo, almeno quelli che individuo quando "aggeggio con mio computer" (come diceva mia nonna quando qualcuno le chiedeva cosa facessi nella vita), con molto interesse e alcuni di loro fanno veramente dei numeri eccezionali.

Numeri che si trasformano in un qualcosa che mi ha insegnato il mio secondo direttore quando mutando un aforismo fin troppo azzeccato diceva: "Papo ricordati sempre che le immagini si leggono, gli articoli si sfogliano".

Ma fortuna/sfortuna (dipende da che zona della Toscana fotografi) oltre al pisano barbuto negli Igers Awards 2015 si parla molto toscano, in primis con Antonio Ficai , responsabile degli igers della nostra regione, nonché co-ideatore, promotore e realizzatore dell’iniziativa, e poi direttamente con la Regione nella categoria istituzionale con Visit Tuscany. 

Nella sezione fotografia sono toscani Marina Barbati (Prato) e Alessio Rossi (Siena), nonché Acqua dell'Elba come miglior brand, come toscano è il giornale per eccellenza dei pisani e livornesi Il Tirreno , al quale Antonio Ficai dice: Instagram fa bene alla Toscana. La Toscana fa bene a Instagram.
"La Toscana fa bene a Instagram perché la arricchisce di contenuti che arrivano dalla più bella regione d'Italia. E Istagram fa bene alla Toscana perché è un vettore di immagini della nostra regione che ne raccontano al mondo le bellezze, la cultura, gli eventi, gli usi e il modo di vivere. Un successo che ci viene riconosciuto in pieno, basta vedere quante foto su Instagram hanno il tag #toscana e #igerstoscana . E ovviamente #tuscany ".


A me non resta che complimentarmi con i vincitori e no, perché promuovere e far conoscere (come faccio anche io nel mio piccolo) la Toscana è una cosa meravigliosa ... 

venerdì 26 settembre 2014

La leggenda del sigaro toscano festeggia 200 anni con Opera

La leggenda del sigaro toscano festeggia 200 anni con Opera. 200 anni e non sentirli. Sembra ancora un bambino, ma in verità è nato nel 1815 come ricorda l'indimenticato Aldo Santini che, nella sua opera Il Sigaro Toscano. Storia, curiosità e personaggi, riferisce con dovizia di particolari la ormai arcinota leggenda sulla nascita del famoso sigaro nostrano.


Nell'afoso agosto del 1815 alcuni barili di tabacco Kentucky, stivati sul cortile della manifattura tabacchi presso l’ex-convento di Santa Caterina in via delle Ruote a Firenze, vennero completamente inzuppati da un imprevedibile quanto repentino acquazzone. Il tabacco completamente inzuppato venne esposto al sole per farlo asciugare, e così fermentò, diventando maleodorante a causa della fermentazione che produce ammoniaca. Ne fu fatto un prodotto di scarto da vendere a basso prezzo, per cercare di limitare le perdite.

Negli ultimi dodici mesi l'export è triplicato e per festeggiare i 200 anni è stato presentato 'Opera', un nuovo sigaro in edizione limitata che vuole 'celebrare l'eccellenza dell'arte italiana.

E non poteva che non essere Lucca la città prescelta per la produzione di Opera, un sigaro di forza media da tabacco Kentucky che si caratterizza per una speciale stagionatura in celle a temperatura più elevata e legna più aromatica per l'affumicatura. Opera è un sigaro di forza media e dal gusto aromatico ed equilibrato

lunedì 22 settembre 2014

i’ Troia locale osteria dal 1869 a Firenze

I' Troia a Firenze è sinonimo di qualità culinaria dal 1869. E ancor oggi, se si decide di pranzare o
cenare nella locanda, ci viene apparecchiato sui tavoli di marmo originali. Tutto è autentico, come il pavimento in splendida graniglia primi novecento e le piastrelle bianche sulle pareti.

Prendiamo lo spunto da I' Troia per segnalarvi questa pagina della Regione Toscana dove si invitano i turisti a conoscere Firenze anche attraverso la cucina e i suoi più antichi ristoranti, con una lista di ben 13 attività ultra cinquantennali che hanno fatto, e che fanno, la storia del capoluogo toscano.

Un patrimonio di storia e cultura unico per il viaggiatore che vuole scoprire un lato nascosto della città, con locali come Antica Mescita San Niccolò, Fiaschetteria da “Il Latini”, Trattoria Angiolino, Trattoria Cammillo e molti altri, tra i quali I' Troia, conosciuto anche come Trattoria Sostanza

La trattoria fu fondata nel 1869 da Pasquale Campolmi come osteria, mescita e rivendita di generi alimentari.

“i’ Troia” era il soprannome di uno dei cuochi storici, Guido Campolmi, il quale, molto spesso, salutava i clienti con una pacca sulle spalle con la mano unta di sugo.

Il locale, lungo e stretto, ospita non più di 4 tavoli da 8 persone l'uno, per questo è sempre necessario prenotare. In questo ambiente caldo e antico, i camerieri, con una gentilezza ammirevole e una distinta uniforme grigio antracite, vanno e vengono dalla cucina separata dalla sala da un bancone finestrato. 

Nel 1977 i Campolmi lasciarono la gestione ai loro dipendenti, che oggi sono alla seconda generazione. Il locale si trova in una delle vie più popolari del centro storico, ed è arredato con gli originali tavoli in marmo del 1869.

Sulle pareti i quadri dei pittori che frequentavano la trattoria e all’ingresso un notevole bancone in marmo degli anni ‘30. L’atmosfera è ancora quella della tradizionale osteria toscana, che offre i piatti della tipica cucina fiorentina.

sabato 13 settembre 2014

La settimana della cultura in Toscana

La settimana della cultura in Toscana prosegue fino al 19 ottobre.

Segui la coversazione su twitter! cerca #COOLTPromossa da Regione Toscana insieme a Toscana Promozione, Fondazione Sistema Toscana, Fondazione Toscana Spettacolo, Toscani del Mondo e Vetrina Toscana, vuole comunicare che cultura significa anche condivisione, arricchimento, divertimento; ma è anche motore economico.

Scarica qui tutto il programma de la settimana della cultura in Toscana

Nei giorni scorsi Province, Comuni, Musei, Biblioteche, Associazioni e Fondazioni culturali, Centri d’arte e Teatri sono stati chiamati a partecipare all’iniziativa. Ad oggi sono già un centinaio le proposte raccolte e in fase di pubblicazione online. Tra gli eventi clou: Internet Festival a Pisa dal 9 al 12 ottobre con tutta la sua ricca area di approfondimento culturale e intrattenimento; la preview di BTO Buy Tourism Online con un particolare focus su “Culture, Travel and Territory”, il 15 ottobre presso l’Azienda Regionale Agricola di Alberese; Games in Tuscany l’ 11 ottobre presso l’Auditorium di Sant’Apollonia con gli esempi più interessanti di sviluppo di videogiochi nella nostra regione; l’11 ottobre al Parco di Collodi (PT) presentazione della guida turistica “Scopri la Toscana – arte, natura e misteri” curato da Toscana Promozione e dedicato al target famiglie con bambini; tre giorni di convegni e workshop dal titolo “Beni culturali- tecnologia – turismo: pubblico e privato per lo sviluppo e l’occupazione” al LuBeC di Lucca dal 9 all’11 ottobre.

Grazie alla collaborazione con i Toscani nel Mondo saranno diverse le iniziative culturali organizzate anche oltreoceano per COOLT. Tra queste la mostra “L’architettura del Novecento in Toscana”, curata dalla Fondazione Michelucci, che sarà inaugurata a Buenos Aires il 16 ottobre con un’esposizione gemella in Italia.

A dare una mano alle realtà locali e alle associazioni di categoria ad organizzare e inserire eventi sul portale, ci penseranno gruppi di ragazzi che lavoreranno su ciascuna provincia proprio con l’obiettivo di coinvolgere il territorio spiegando i contenuti dell’evento e aiutando il processo di inserimento eventi online.

mercoledì 9 luglio 2014

Appello ai 287 sindaci della Toscana: “Una piazza per Enrico Berlinguer”

Tutto è partito da un gruppo di giovanissimi che non hanno mai conosciuto di persona Enrico Berlinguer ... Poi la pubblicazione del libro tratto dal sito www.enricoberlinguer.it.

E così Sinistra Ecologia e Libertà, nella persona del coordinatore regionale della Toscana, Giuseppe Brogi, lancia un appello ai 287 sindaci della regione, invitandoli a dedicare all’indimenticato segretario del PCI uno spazio vissuto del proprio comune, come già avvenuto in città come Milano, Torino, Roma.
 EB.IT – Il Primo Sito Web su Enrico Berlinguer
Una via, una piazza, un parco intitolato ad Enrico Berlinguer nel trentesimo anniversario dalla sua scomparsa.
“La memoria di Enrico Berlinguer è ancora vivissima nella nostra società, anche tra chi, per questioni anagrafiche, non ne ha potuto avere una conoscenza diretta – spiega il coordinatore regionale di SEL Giuseppe Brogi –  SEL ha quindi deciso di rilanciare questa proposta e di portarla all’attenzione dei primi cittadini della nostra regione”.

“In un momento difficile come quello che stiamo vivendo – continua Brogi – pensiamo che questo piccolo gesto possa contribuire a restituire fiducia in una politica fatta di autenticità, disinteresse personale, spirito di servizio”.

lunedì 9 giugno 2014

Dopo 70 anni Livorno con Nogarin vince sul comunismo

Dopo 70 anni Livorno con Nogarin vince sul comunismo e non posso, per una volta, esimermi dal parlare di politica, anche se non è mia consietudine farlo.

Il perché di questo voto è fin troppo palese. I Livornesi non hanno guardato al movimento, alla politica nazionale e no, ma hanno valutato la persona, nel caso di Nogarin, e al passato del partito che ha sostenuto Ruggeri. Perché nel caso del candidato sindaco PD i livornesi hanno dato un voto di protesta, non alla persona, ma ai trascorsi del suo partito.

Filippo Nogarin è il nuovo sindaco di Livorno. Ha vinto contro il PD e contro 70 anni di sinistra.
Non che non mi interessi la politica, ma non essendomene mai occupato in prima persona, ritengo che a parlarne (seriamente) dovrebbero essere solo gli addetti ai lavori.

Detto ciò scrivo questo mio post perché non tanto di politica, quanto di cultura, questa volta si parla, parlando del nuovo sindaco di Livorno. Cultura intesa nel senso più etimologico del termine: dal latino colere, "coltivare", per poi sperare di raccogliere i frutti migliori.

Quello che è successo a Livorno, non va sottovalutato... una svolta epocale è in corso, con uno degli ultimi baluardi della sinistra storica e non solo caduto sotto la macchina trita sassi del Movimento Cinque Stelle e soprattutto di coloro che hanno votato Grillo per protesta contro la sinistra.
E tutto questo è successo a Livorno, con la sua storia politica che tutti ben conosciamo.

Personalmente non avrei mai pensato ad una débâcle così plateale. E devo dire che i livornesi, ancora una volta mi hanno sorpreso. Anche se non voto più a Livorno da anni, seguo sempre con attenzione le vicende cittadine e, se avessi scommesso sul nuovo sindaco avrei perso tutto.

Analizzando la situazione politica di Livorno nel dopo voto tutto è semplice e chiaro.

 

I livornesi, come dicevo, hanno scelto la persona. E Nogarin ora dovrà "vedersela" contro un partito che non ha rivali: i livornesi, che gli hanno dato fiducia (chi a lui, chi invece con la sfiducia al PD), ora il nuovo sindaco dovrà mantenerla perché la situazione livornese non è poi così semplice, dati alla mano che circolano da anni.

Dopo un'egemonia trasversale tra politica e affari (pubblici e privati) non mi stupirei di veder uscire, nelle prossime settimane cartelle pazze contenenti dossier scottanti.

E non ci sarà da sputirsi se al posto dei nomi noti (che spesso vengono chiamati in causa solo perché ricoprono cariche pubbliche o importanti, ma che invece sono persone integerrime) verranno a galla nomi di persone ai più sconosciuti, che in 70 anni hanno mosso le leve del potere livornese senza mai apparire direttamente.

Spero tanto di sbagliarmi perché Livorno avrebbe bisogno solo di una boccata di salmastro e libeccio, una boccata che ridia respiro all'economia, alla cultura, alla voglia di vivere ... ma come si dice in questi casi, pensando male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca....