lunedì 12 novembre 2012

Senza cipressi non e' Toscana

"I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,

Quasi in corsa giganti giovinetti 
Mi balzarono incontro e mi guardar".


Senza cipressi non e' Toscana. La pensa cosi' il 53% dei turisti intervistati in un'indagine condotta tra chi ha scelto di soggiornare a Firenze, Siena, Grosseto, Lucca e Pisa.


Piu' di uno su due (55%) tornerebbe ma con minor frequenza, mentre l'8% non ci tornerebbe proprio.

I dati sono emersi a Siena durante l'incontro ''Il cipresso, risorsa e simbolo del territorio senese'' che si e' tenuto all'Accademia dei fisiocratici.

venerdì 9 novembre 2012

In Toscana, anche se in via di sperimentazione, è possibile ottenere con la tessera sanitaria anche i libri in prestito dalle biblioteche che fanno parte del sistema bibliotecario regionale.

L'utilizzo avverrà nelle stesse modalità con le quali la carta viene usata per accedere ai servizi medici e per comprare i farmaci.

Per ora la Regione Toscana ha infatti avviato il progetto di utilizzo della carta nazionale dei servizi in dieci biblioteche della rete Bibliolandia: Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Lari, Pontedera e Vicopisano, in collaborazione con Unione Valdera.

Presso queste biblioteche e' possibile un accesso guidato ai servizi connessi alla tessera sanitaria per i propri utenti possessori di una tessera abilitata.

I bibliotecari seguono, aiutano e consigliano gli utenti su come si scarica il software per gestire il lettore di smart-card da casa o su come si entra nelle diverse banche dati e nei servizi regionali connessi alla tessera, così come si naviga nella rete per utilizzare i servizi nazionali disponibili.

martedì 6 novembre 2012

-90% della produzione di castagne in Toscana

Tutta colpa del parassita cinipide galligeno se quest'anno la produzione di castagne in Toscana si è più che dimezzata rispetto all'anno scorso.

L'importazione dall'estero di castagne (Cina, Corea del Sud e Turchia in testa) sarà in continuo aumento, parola di Coldiretti.

Il crollo della produzione in Toscana - che conta, spiega Coldiretti citandi dati della Regione, circa 16 mila ettari di castagneti da frutto per circa 24 mila tonnellate fra marroni e castagne destinate al consumo fresco e alla produzione di farina - è stato verticale e diffuso: si va dal Mugello dove si coltiva il pregiato marrone Igp al Caprese Michelangelo Dop, passando dalla Lunigiana, terra della farina Dop e dalla Garfagnana con il Neccio Dop, fino alla castagna Igp del Monte Amiata.

Una situazione critica, la definisce Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana, che "va ad aggiungersi agli effetti conclamati della siccità già denunciati in più circostanze, e che ci hanno portato a chiedere lo stato di calamità naturale".

lunedì 5 novembre 2012

Stefano Fanticelli: un maledetto toscano flautista, gourmand, e bon vivan.

Stefano Fanticelli è un Flautista, gourmand e bon vivan.

Amico dei più grandi Chef in  Italia (Don Alfonso, Caino, Heinz Beck, Paolo e Barbara, Lucio Pompili, Gennarino, Luciano Zazzeri, Paolo Teverini, Filippo la Mantia, Gualtiero Marchesi…) viene spesso invitato dalle  cantine dei maggiori produttori di vini e distillati per tenere degustazioni:
Avignonesi fratelli Falvo, Ferrari spumante della  famiglia Lunelli e Distilleria Segnana, Roberto Anselmi, Vittorio Capovilla,Giovanni La Fauci, Cascina Baricchi, Poderi Einaudi, Barolo chinato Teobaldo Cappellano, Fassati, Santa Maria Novella distillati e profumi, Varnelli, Antica officina Clementi, Distilleria Dott. A. De Giorgi, Il Borro famiglia Ferragamo.

Collabora con i birrifici: Birrificio Italiano, Zago, Birrificio del Borgo, Baladin…

È stato tra gli ideatori del formaggio affinato in foglie di tabacco. Ha creato con Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto il miele aromatizzato al tabacco.
Con Luca Mannari di Prato , campione del mondo nel 1996 sul cioccolato hanno realizzato una pralina al Tabacco denominata "Maledetto Toscano".
Con i maestri cioccolatieri Andrea Slitti, Roberto Catinari, Paul e Cecilia de Bondt, Franco Ruta (Bonajuto), Corrado Assenza (Caffè Sicilia di Noto), Pejrano, Cuore Nero, Guido Gobino, La Molina, Alessandro Paquini, Palmiro Bruschi "Ghignoni", Pistocchi e Amedei, cioccolatieri con i quali ha effettuato numerose degustazioni.

La coltelleria Saladini di Scarperia del Mugello, gli ha dedicato accessori per il Sigaro Toscano®. Fuma il "Bibocchino", miscelando due differenti sigari Toscani, facendo un Blend di fumo.

Biografia:
Nel 1995 ha conseguito il diploma di Sommelier con la FISAR Toscana e nel 2011 con AIS di cui è relatore nei corsi di degustazione "Catadores".
Dal 1996 al ‘98 ha recensito per lo Slow Food Guida delle osterie i ristoranti nella provincia di Arezzo e Siena.
Nel 1999 è stato tra i 10 soci fondatori  del primo Club italiano sul Sigaro Toscano il "Maledetto Toscano" ricoprendo l'incarico di pubbliche relazioni.
Nel 2001 è stato eletto Vice Presidente , e dal 2003 ricopre la carica di Presidente del Club Maledetto Toscano.
Dal 2000 al 2003 è stato consulente per l'ETI (Ente Tabacchi Italiani).
Dal 2002 collabora in qualità di relatore/giornalista con il Club Amici del Toscano , prima con BAT (British American Tabacco) e dal 2006 con l'attuale proprietà Gruppo Maccaferri, Manifatture Sigaro Toscano®, e
scrive sul magazine del club (30.000 copie trimestrali),sulla rubrica dedicata agli abbinamenti tra
eno-gastronomia e Sigaro Toscano®.Ha collaborato con le case editrici Giunti ed Alinari.
Dal 2000 collabora con lo Slow Food per la realizzazione dei laboratori  al salone del Gusto di Torino , presso il Lingotto ed anche per Cheese a Bra(CN) e Slow Fish a Genova.
Dal 2003 è relatore nei Corsi da Catadores (Sommelier e degustatore di sigari) sul Sigaro Toscano, per CCA Cigar Club Association.

Ha all'attivo oltre 1000 degustazioni di sigari, cioccolato, caffè, birre, vini e distillati.
Ha effettuato numerosi viaggi sia a Cuba che nella Repubblica Dominicana, visitando piantagioni e testando sigari caraibici.

www.maledettotoscano.it
www.cigarclubassociation.it
stefano@maledettotoscano.com

Fonte Redazione Newsfood.com

sabato 3 novembre 2012

L'autunno più caldo per la Toscana che non lavora più

Ultima in ordine di tempo, anche se purtroppo non sarà l'ultima della lista è la rinomata pelletteria Braccialini che  ha annunciato, proprio pochi giorni fa, 77 esuberi sui 191 addetti della sede di Scandicci (Firenze).

La lista delle società ed imprese che fanno conti con la crisi si allunga sempre di più e la Toscana è una delle regioni che più ne risente.  Aziende che definire storiche è riduttivo, come la siderurgica Lucchini di Piombino (Livorno), che da mesi si trova sull’orlo del baratro o come la farmaceutica Menarini di Firenze leader della produzione farmaceutica, che ha annunciato meno di un mese fa mille esuberi, frutto, accusa l’azienda, di un provvedimento che impone ai medici di famiglia di scrivere sulla ricetta il nome del principio attivo anziché quello commerciale del prodotto.

Riccardo Cerza, segretario generale della Cisl Toscana, non si meraviglia, anzi: “Questo ottobre è il risultato di una tendenza che va avanti dall’inizio dell’anno con i dati record di questi giorni sulla disoccupazione che confermano la fotografia di un territorio in crisi: prima l’Nca e la Eaton di Massa, poi la Breda, ora la Lucchini e le altre. Le imprese toscane, anche quelle grandi, stanno combattendo contro la crisi. E tutto gira intorno all’indotto: migliaia di lavoratori in cassa integrazione rischiano di essere un punto di non ritorno”.

Secondo Cerza, la ricetta per uscire dalla crisi consiste nel puntare sul manifatturiero di qualità. “Bisogna mettere in sinergia aziende, enti locali, università e parti sociali. Vere politiche concertative e produzione di alto livello possono aiutare l’export regionale e di conseguenza l’indotto”.

venerdì 2 novembre 2012

A Prato, da ieri, "si prega". Tutti in provincia sperano che il governo Monti abbia le ore contate, perché se si scioglie il parlamento, lapprovazione del decreto sulle Province non passa.


E così è un tutto contro tutti. Tutte le province in guerra l'una con l'altra, e non solo per motivi campanilistici.

Se Livorno è obiettivamente la città con il un maggior numero di abitanti, e quindi titolata ad essere capoluogo di provincia, Pisa risponde che ha dalla sua l’aeroporto, l’università, le scuole d’eccellenza, e l’economia che vanta  buoni numeri.

A Massa, invece,sono pronti ad alzare la posta, con il sindaco apuano, Roberto Pucci il quale afferma: «A parte il fatto che abbiamo un territorio di prim’ordine da salvaguardare, potremmo cominciare a discutere di cose concrete. Per esempio di una struttura indispensabile come la metropolitana leggera, quindi del mantenimento della Camera di commercio e della sede di Bankitalia».

E Livorno? «Mi pare si faccia tanto baccano per nulla», taglia corto il sindaco, Alessandro Cosimi. Che aggiunge: «Faremo in modo che, in Parlamento, venga cancellata la possibilità di fare accordi a maggioranza per ottenere il capoluogo. Livorno ha ogni buon diritto per essere la città di riferimento. Il resto sono chiacchiere».

E Siena? Non è affatto rassegnata a lasciare che Grosseto, capace di vantare un maggior numero di abitanti, sia il capoluogo della nuova provincia di cui dovrà far parte. Siena mette l’accento sulla sua storia, sulla sua università, sul «suo» Monte dei Paschi.

Morale? Quasi dappertutto, per il momento, pare non si voglia porre l’accento sulla necessità imposta dal riordino: garantire, in ogni angolo delle nuove province, servizi essenziali per tutti i cittadini. In Regione sta spuntando l’idea di trattare con le Poste la possibilità di usare gli uffici, soprattutto quelli periferici per ogni esigenza burocratica e amministrativa.

E poi come dicevamo ad inizio articolo nella città metropolitana fiorentina, oltre alla rivolta di Prato, si registrano altre polemiche. Palazzo Vecchio vuole la leadership della nuova, grande città, per arrivare ad amministrare un milione e cinquecentomila abitanti. Ma il presidente della Provincia, Andrea Barducci, si è già candidato a restare sulla poltrona «allargata».

Insomma la "guerra" è cominciata e come diceva quel film... "finché c'è guerra c'è speranza".